 I ragazzi di Locri. La rabbia dell'innocenza, il coraggio della necessità, da subito, senza fermarsi nemmeno un attimo, quasi fino a farsi scoppiare il cuore dentro. Cortei, striscioni, slogan: l’Italia intera, e con essa tante altre realtà della stessa Europa, è rimasta colpita da quanto hanno fatto, da come hanno saputo reagire di fronte al delitto, per mano di mafia, del Vicepresidente del Consiglio regionale Franco Fortugno. Ed in primo luogo, i calabresi ne sono stati e ne sono orgogliosi. La Calabria ha visto tante altre generazioni reagire come loro e prima di loro. E poi sparire, come i fiumi carsici, trascinati dai flussi migratori o da una quotidianità frustrante e senza prospettive.
Per tanti calabresi, semplici cittadini o uomini delle istituzioni, ancor più da quel tragico delitto di mafia, la questione prima è diventata così quella di come evitare che, ancora una volta, tutto rifluisse nello scoramento, nella passività, nella frustrazione fatalista di chi pensa che nulla possa cambiare.Su questo obiettivo, da anteporre a ogni altro impegno, ha scelto di misurarsi il Consiglio regionale della Calabria, a cominciare dal suo Presidente.Una sfida vera a tante inerzie, ritardi, cattive abitudini. Ma soprattutto a sé stessi, verificando con i fatti la capacità e la volontà di produrre interventi efficaci e in grado di migliorare la qualità dell’istruzione, della formazione e offrendo per questa via, a quell’area, sbocchi occupazionali adeguati alle giovani generazioni. Tutto questo, senza dimenticare, né sottovalutare, nemmeno per un momento, l’altra sfida, quella diretta alle ‘ndrine, da condurre con decisione anche sul terreno culturale e della legalità, finalizzato ad aggredire la distorta egemonia che esse esercitano in qualche area della realtà locridea.
Così da subito, i ragazzi della Locride hanno incontrato più volte il Cinsiglio regionale, anche in una seduta straordinaria. Si sono assunti impegni precisi, ad oggi mantenuti, rispettando rigorosamente i tempi prefissati.
Dal 16 dicembre del 2005 proprio in quel palazzo Nieddu, dove Franco Fortugno è stato assassinato, opera il forum permanente degli studenti contro la ‘ndrangheta. È il risultato di un patto tra il Consiglio regionale, la famiglia Fortugno, il Vescovo di Locri, il Sindaco della città, le autorità scolastiche regionali e gli stessi studenti. Si chiama Fo.re.ver., in inglese “per sempre”; al contempo, è l’acronimo di Forum per la resistenza e la verità. Da lì, gli studenti parlano alla Calabria, all'Italia ed al mondo intero.
Partendo da lì, per continuare, procedendo di lena, le istituzioni regionali e locali, la Chiesa e la scuola, assieme agli studenti della Locride e ai tanti calabresi che hanno amore per la loro terra e che soprattutto rendono onore a quanto una personalità straordinaria, come Corrado Alvaro, diceva di loro: “ Da secoli noi amiamo la verità come gli aspetti della nostra terra; e l’immagine delle cose, il senso delle cose…”.
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